Project Management

  • Per una organizzazione che si muove in un mercato competitivo e si orienta sempre più alla qualità del servizio verso i suoi clienti interni o esterni, è indispensabile sviluppare un diffusa capacità di raggiungere obiettivi precisi in condizioni di uso efficiente di risorse.  Questo è vero sia per le attività permanenti di routine (i processi) che per quelle temporanee (i progetti).
  • La gestione efficace ed efficiente dei progetti di vario genere, natura e dimensioni è quindi diventata una esigenza irrinunciabile di tutte le organizzazioni.
  • L’approccio “eroico” basato sulle eccellenze individuali non è più sufficiente a garantire il successo, occorre sviluppare cultura, competenze, metodi e strumenti adeguati alle sfide di oggi.

L’approccio situazionale al Project Management

Nel contesto attuale di business – fatto di risultati, velocità e risparmio – c’è sempre più interesse per i modelli agili di gestione dei progetti – Agile PM (APM) contrapposti al cosiddetto Traditional PM (TPM). Noi crediamo che la risposta giusta non sia la scelta dell’uno o dell’altro come soluzione ottima “a prescindere” ma nella identificazione di un repertorio di modalità di gestione da scegliere ed adeguare alle caratteristiche della situazione in cui ci si trova ad operare. Non si può pretendere di applicare sempre la stessa ricetta a qualunque iniziativa progettuale, grande e piccola, certa e incerta, di prodotto materiale o servizio immateriale, in organizzazioni effimere o strutturate etc.

Chiamiamo questo approccio Situational PM. Esso riconosce come valide tutte le modalità di PM sviluppate e consolidatesi negli anni così come quelle emergenti suggerendo criteri e principi per selezionare ora questa ora quella in funzione della situazione. L’approccio di DPO al Project Management, dunque, si basa su modelli standard internazionali come PMBOK del Project Management Institute (PMI), oppure Prince 2 sponsorizzato dal governo Britannico e diffuso da Axelos oppure altri ancora, collocandoli in una prospettiva di scelta situazionale.

Per approfondire

Parte prima

Parte seconda

L’integrazione tra aspetti tecnici e comportamentali

Il Project Management è nato nel mondo anglosassone con le prime tecniche di pianificazione e controllo reticolari applicate per dominare la complessità della realizzazione di progetti industriali e militari. All’inizio esso era considerato una tecnica ingegneristica e amministrativa per governare processi produttivi di tipo meccanicistico. Col passare del tempo e la trasformazione dei progetti in atti socio-tecnici di forte impatto per gli stakeholder coinvolti, gli elementi legati ai soft skill (negoziazione, motivazione, comunicazione etc.) si sono aggiunti alle tecniche matematiche in un corpus metodologico molto eterogeneo e vasto. Il Project Manager si è evoluto verso un ruolo a 360° che non è più solo tecnico. Il nostro approccio metodologico considera indissolubilmente legate la dimensione tecnica e quella comportamentale.

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